

Gioiosa Gustosa 2026 – L’intelligenza artificiale per un turismo che interroga i territori
A Gioiosa Gustosa 2026, rassegna delle eccellenze agroalimentari siciliane, produttori, istituzioni, ricerca e turisti hanno discusso di turismo esperienziale, chilometro zero e innovazione digitale attorno al cruscotto conversazionale dello Smartourism Research Lab: un evento a carattere nazionale che il laboratorio ha scelto di radicare in Sicilia. Lo strumento è stato presentato dalla cattedra del Prof. Michele Angelaccio e illustrato da Michele Fasolo dello stesso Smartourism Research Lab.
Georeferenziato, il cruscotto incrocia i dati quotidiani – prenotazioni, presenze, eventi, disponibilità dei produttori –, li traduce in mappe e indicatori di lettura immediata e risponde in lingua corrente, siciliano compreso, alle domande del viaggiatore: quale cantina è aperta, dove si assaggia una ricotta appena fatta, quali sagre animano i dintorni. Dietro le risposte non c’è un modello generico, ma modelli culturali che arricchiscono l’intelligenza artificiale standard con la conoscenza dei luoghi.
Ai produttori offre, in modalità conversazionale, il contatto diretto con chi compra sul posto quantità reali e spesso minime, le tremila bottiglie di un vignaiolo, le poche forme di un casaro, l’olio di un’annata. Quando l’offerta eccede la domanda locale apre alla vendita a distanza e ai mercati esteri. Il chilometro zero non è un recinto: è un punto di partenza.
«Costruiamo applicazioni di filiera turistica agroalimentare e strumenti che aiutano chi governa le destinazioni, in primo luogo le aree interne, a misurare quanto valore socio-economico sappia generare il turismo lento – ha spiegato Angelaccio –. I cruscotti conversazionali servono a questo: mettere l’intelligenza artificiale al servizio delle decisioni, dal turismo sostenibile all’archeoturismo».
Michele Fasolo, studioso del paesaggio, ha opposto al turismo che consuma i luoghi, ridotti a fondali intercambiabili, quello che li interroga, erede del pellegrinaggio tardoantico e del Grand Tour, che sosta, comprende, condivide. Una lentezza che, per essere scelta e non rinuncia, esige intelligenza: umana anzitutto, e artificiale quando rende il territorio leggibile e il viaggio consapevole.
Sono intervenuti la sindaca Tindara La Galia, l’assessore ai Beni culturali Teodoro La Monica, il direttore del Parco Archeologico di Tindari Giuseppe Natoli, il presidente di Slow Food Sicilia Fabio Di Francesco e il responsabile di CNA Agroalimentare Sicilia Tindaro Germanelli. Alla tecnologia, una sola consegna quella di non accelerare il viaggio ma di approfondirlo.
L’esperienza guarda ora al terzo settore e all’appuntamento del 30 settembre, quando il Dipartimento riunirà imprese di più settori per avviare collaborazioni di ricerca aperte ai suoi laboratori, Smartourism compreso.